an image Il seguente articolo, da me scritto e pubblicato sulla rivista Xilon, sintetizza alcuni aspetti fondamentali sui quali i progettisti e gli amministratori dovrebbero riflettere.

Eravamo quasi giunti a Washington da Roma, prima tappa di un lungo viaggio che mi avrebbe portato a Portland in Oregon.

Ammirando l'ala del jumbo che si inclinava rispetto alla terra pensai alla quantità di lavoro che c'è dietro la costruzione di un aereo. Ai materiali che lo compongono e mi chiesi: che succede ad un aereo quando per vetustà lo si deve demolire? Pensai allora ai palazzi; ai materiali da costruzione; alla loro nascita; alla loro fine; alle discariche o all'utilizzo dei residui.

Alcuni giorni dopo mi passò sotto mano una rivista, Ever green, sulla quale vi era riportato un articolo di un ricercatore del Forinteck di Vancouver, laboratorio di ricerca che in passato ho più volte visitato. L'articolo parlava del ciclo di vita dei materiali da costruzione, dei problemi ecologici ed ambientali ad essi collegati in fase di produzione, messa in opera, demolizione, smaltimento dei residui.

Nonchè dei nuovi criteri progettuali che devono oramai tener conto non più solo delle caratteristiche prestazionali dei vari materiali ma bensì del loro ciclo di vita relazionandolo agli aspetti ambientali ed al concetto di Asostenibilità di un materiale.

L'articolo, che trovai molto interessante, è qui di seguito riassunto.

Ing. Massimo Pasanisi

Nel novembre 1991 la Forest Products Society sponsorizza una conferenza in Vancouver sulla Domanda dei Prodotti Forestali e l'ambiente.

Tra gli argomenti affrontati si evidenziano i cambiamenti nell'organizzazione dell'industria sensibilizzata dalle problematiche ambientali sollevate dagli ecologisti che fanno presa sull’opinione pubblica in generale per perseguire i propri fini sociali di tutela del patrimonio naturale. I movimenti ecologisti sono oramai divenuti una forza che agisce su tutto il pianeta. Non sono più ristretti a piccole realtà locali ma stanno assumendo l’aspetto di una vera e propria onda che si propaga dai paesi più industrializzati fino alle terre più remote.

Durante questa conferenza si evidenziò come molte industrie non avessero ancora compreso questi cambiamenti, con tutte le implicazioni politiche, scientifiche ed economiche che ne derivavano. L'altro fatto che si sottolineò fu che l’opinione pubblica avrebbe sempre più accettato l’ecologia quale garante del miglioramento ambientale sulla terra. Gli ecologisti iniziavano ad imporsi, ad ottenere consensi e risultati a dir poco eclatanti.

Nei paesi Nord Americani, erano perfino riusciti ad influenzare l’opinione pubblica sulle foreste e sul loro sfruttamento rispetto al passato con la conseguenza che le nuove proposte sulla gestione forestale avessero ripercussioni catastrofiche. Non solo nei confronti della foresta demaniale ma anche rispetto ai possedimenti privati sebbene a farne le spese fosse principalmente la foresta pubblica. I governi Canadese e Statunitense adottano pertanto delle misure protettive che si ripercuotono sul costo della materia prima legno. Inizia una crescente preoccupazione che l’uso del legno contribuisca al depauperamento forestale con pericoli sulla fauna legata alla vita della foresta.

Tutti questi problemi hanno aperto maggiori opportunità ai materiali concorrenziali al legno anche nelle applicazioni tradizionalmente dominate dai prodotti forestali. Il fatto che il legno sia un materiale rinnovabile non è più di supporto all’industria forestale che deve trovare altre argomentazioni rispetto alle preoccupazioni della gente sul management della foresta ed in particolare sul taglio dei tronchi. L’acciaio in particolare sostituisce il legno in alcune tipiche applicazioni come per i montanti delle pareti per gli edifici residenziali e commerciali.

In particolar modo approfittando di due fattori:

1) Il desiderio della gente di SALVARE LE FORESTE spinge gli utilizzatori a comprare materiali così detti VERDI o AMICI DEL VERDE.

2) Il record di prezzi del legno come risultato delle limitazioni del governo Canadese sui tagli boschivi.

Questo panorama, derivato dalle considerazioni della succitata conferenza, ha portato il Forintek Canada Corporation alla decisione di creare e studiare un modello o sistema per verificare le conseguenze ambientali nell’uso di uno o altro materiale nella costruzione.
Il lavoro inizia nel 1992.

E’ importante fare una premessa: Forintek attraverso questo studio, non ha voluto provare se un materiale fosse migliore o peggiore di un altro. Tanto meno che questa ricerca potesse diventare un’arma da utilizzare contro l’industria concorrente a quella del legno.

Altro scopo è che i risultati ottenuti dallo studio potessero far meglio comprendere alla gente i problemi d’ impatto con l’ambiente nell’uso dei vari materiali relazionandoli con le decisioni politiche, regolamenti governativi, con l’industria ed e con gli utilizzatori.

Storicamente prezzo e comportamento prestazionale dei materiali hanno rappresentato sempre gli elementi chiave per la loro scelta. Nel futuro questi fattori non saranno i soli ad essere determinanti nella scelta, ma ad essi si accompagneranno una serie di considerazioni legate all’ecologia ed all’ambiente. Il risultato sarà probabilmente una maggiore combinazione dei vari materiali.

Oggi l’attuale sistema di prezzi non è capace di tenere in conto l’influenza dei fattori ambientali in questo insieme di combinazione di materiali differenti. Per questo la necessità di aiutare i costruttori ed utilizzatori di effettuare scelte intelligenti che riflettano verifiche scientifiche di implicazioni dei costi ambientali nell’uso dei materiali da costruzione.

Gli industriali produttori di manufatti lignei e non lignei comprendono perfettamente le implicazioni economiche future in questa situazione. Ciascun produttore porta avanti le proprie tesi per convincere i consumatori della validità ecologica dei propri manufatti.

I produttori di legno dicono che il legno è rinnovabile. Quelli di acciaio che loro non distruggono le foreste. Quelli di calcestruzzo che quest’ultimo è facilmente producibile con composti reperibili localmente da risorse comuni ed abbondanti. Tutto ciò porta a confusione tra coloro che vogliono orientarsi su scelte di materiali ecologici.

Alcune posizioni sono perfino prese al fine di poter ricevere vantaggi politici ed economici. Molte delle tesi abbracciate non sono poi basate su dati scientificamente validi. Una volta che il modello di Forintek sarà completo e testato aiuterà a far luce su queste polemiche tra produttori, dando una visione completa ed obbiettiva della situazione.

Lo studio come già detto non è stato concepito con l’intento di favorire un materiale od un altro ma piuttosto per incoraggiare il maggior uso dei materiali più disponibili in ciascun particolare progetto. La ricerca mostra chiaramente che un maggior uso dei materiali disponibili aiuta a ridurre l’impatto ambientale o l’impronta lasciata sull’ambiente da ciascuna nuova struttura.

Il concetto di sostenibilità dei costi di una struttura (legata ai costi ambientali) è il concetto innovativo da tener presente nell’analisi tecnico-economica di una progettazione. Tale concetto risulta comunque per definizione, molto difficile da inquadrare da un punto di vista scientifico.

Tuttavia il modello sviluppato può aiutare a comprendere il concetto di sostenibilità e per questo il progetto del Forintek è stato chiamato "materiali da costruzione nel contesto di uno sviluppo sostenibile".